martedì 30 dicembre 2008

TORINO - BUCAREST , prima parte

Alle ore undici e venti di mattina Torino città è attiva e ordinaria, sebbene il 17 Agosto imponga ritmi molto diversi da quelli invernali. Su corso Vittorio Veneto un pugno di automobili dirette chissà dove e un sole tiepido e gradevole filtra tra alberi e cemento. Il solito trolley, ha fatto i suoi anni ormai, mi accompagna con il suo ruvido rumore sull'asfalto mentre mi avvicino al terminal degli autobus. Apro la busta di carta che contiene il mio biglietto e lo rileggo
con piacere, come gustare un oggetto prezioso leggo nuovamente tutte le righe, dalla partenza
all'arrivo, dagli orari al prezzo; Torino-Bucarest, Terminal numero 4.

Ho ascoltato molti pareri sulla capitale della Romania, alcuni sensati e interessanti, altri pregiudizi fondati o meno... sommandoli tutti risulta una città dal ritratto povero, decadente, bella quanto pericolosa e misera. Sarà solo una tappa per me, ho deciso infatti che dopo tre giorni passati a Bucarest prenderò un altro Autobus diretto verso la meta di questo viaggio: Istanbul.
Il viaggio sarà lungo e sono da solo, ho contattato molti abitanti locali via internet, viaggiatori dalla stessa filosofia che vengono raccolti nel sito couchsurfing.com e sarò ospitato da loro sia in Romania che in Turchia.

Mi fermo al terminal 4 e un gruppo di persone attende individualmente, li osservo e suppongo siano tutti romeni, guardo i loro volti e cerco di immaginarli diversi dal ruolo che ha questa popolazione in italia.. di togliermi qualsiasi pregiudizio giusto o sbagliato che sia dalla mente. Voglio affrontare le persone che incontrerò con la purezza mentale di un infante.
Dopo una silenziosa attesa inizio dal nulla una discussione con l'unico ragazzo italiano che attende il mio autobus, Marco... un volto buono che mi ispira subito fiducia.
"Come mai in vacanza in Romania?" chiedo..
"Sono sposato con una donna romena, di un paese a est della Transilvania, inizialmente lei è venuta a Torino, ha provato a inserirsi lavorativamente qui ma ha capito che nessuno le avrebbe dato un lavoro decente e che sarebbe sempre stata una Rumena per cui si è trasferita nuovamente in Romania. Vado da lei per le vacanze.."

Marco mi racconta della terra, delle usanze, del modo semplice ma bello di vivere, della socialità nei paesi e villaggi e penso che siano tanti valori stupendi che contraddistinguevano anche noi italiani, ma nel nome del progresso abbiamo in parte perduto. Abbiamo parlato molto durante tutto il viaggio, Marco è umile e pacato nel raccontarmi la sua storia e la sua descrizione della Romania crea in me un'immagine nuova, gioiosa e più mite dei pareri ascoltati in precedenza.
Saliti sull'autobus cominciamo il lungo viaggio.

Gli altri compagni di viaggio parlano tra loro, sono tutti romeni; hanno volti duri e vestiti abbastanza fuorimoda.. sono lavoratori romeni in Italia e mi chiedo se siano rappresentativi della popolazione laggiù o se, come gli emigranti in generale, ne siano la classe più povera. Sono molto diffidente, i racconti ascoltati mi hanno condizionato... temo per la mia attrezzatura fotografica che ridotta all'indispensabile per questo viaggio ha comunque un valore importante per me.
Siamo in Veneto quando stanco della mia stessa curiosità, chiudo gli occhi con la borsa legata al mio braccio.
La scomodità del sedile è colpevole del mio risveglio; da subito ho l'impulso spontaneo di guardare fuori dal finestrino, è notte fonda e siano dentro un paese sicuramente straniero. Le case basse, i tetti ad angolo acuto e la segnaletica a me incomprensibile, guardo il telefono; sono le quattro e venti di mattina e un messaggio ricevuto dal mio gestore avvisa "Benvenuto in Ungheria".
Quando il sole ha cominciato a disegnare forme e colori, fuori dal mio finestrino vedo una strada lunga con ai bordi dei campi d'erba seccata dall'estate. Una pianura vasta con un edificio visibile al fondo della strada. Siamo giunti alla frontiera tra Ungheria e Romania. L'edificio razionale presidiato dalla polizia romena e ungherese ha un aspetto decadente, dimenticato nel tempo e nello spazio. Le uniche ancore con il mio mondo di modernità sono i cartelli e le bandiere dell'unione europea visibilmente più recenti degli altri, sbiaditi o rotti in parte.

Ci fermiamo poco prima della dogana per attendere i controlli di routine.
La Romania si presenta come una campagna dorata, un cielo vasto, lindo ed esplosivo... sento un senso di pace. Solo, lontano migliaia di chilometri dalla mia vita e da tutte quelle cose che definiscono l'esistenza.. per un momento solo, osservando i volti dei miei sconosciuti compagni di viaggio e l'ambiente tutto intorno, mi sento incredibilmente felice.

venerdì 7 novembre 2008

Arte.. o cose dimenticate sopra un ripiano inutile?

Arte? Artissima? Paratissima? credo sinceramente che ci sia più ego che sostanza... che la parola Arte giustifichi l'ingiustificabile, che l'essere umano spesso ha più bisogno di esibirsi che sostanza da esibire.
Mi è stato detto, forse a ragione, che mi piace sentirmi vecchio... ma io credo solo di non amare la sensazione di stupidità per cui preferirei non parlare se non ho nulla da dire.
Sembra che questa non sia una tendenza generale, per cui "che gli artisti espongano"

Due cose che mi vengono in mente a riguardo:

-Spesso i bambini urlano e chiamano gli adulti, per noia, per sfogare energia o spesso solo per attirare l'attenzione su di sè. Quando si chiede a questi bambini "Perchè hai chiamato?" la maggior parte delle volte non hanno nulla da dire.

-Un fotogiornalista con cui feci un workshop, Bruno Stevens, guardando le fotografie "artistiche" di qualche "artista/allievo" con molto ego e poca sostanza disse: "Sorry, I am not so clever to be an artist, I am just a photojournalist"

domenica 12 ottobre 2008

Profumo

Oggi ho incontrato il tuo profumo, lo portava una signora come tante in coda alla cassa del supermercato. Per un momento ho chiuso gli occhi e ho lasciato che questa potente evocazione mi inebriasse, mi riempisse. Un profumo è come un' identità, era il tuo e lei lo portava illegalmente. Il profumo sul tuo collo, sul tesoro della tua pelle bella che ho baciato a lungo. L'essere speciale, l'alchimia, le sinapsi, l'inspiegabile piacere della carne, la mente tutta messa in disordine da un odore stupendo. Arrivato alla cassa la magia svanisce, la cassiera ha un volto annoiato e la signora col tuo profumo senza sapere nulla se ne va. Sedici euro e quaranta circa per quattro cose. Si, una busta, grazie, Arrivederci.

Pete Doherty

Mi chiama tribe... rivista musicale di Milano "Abbiamo avuto il tuo numero da Damir , andresti a fotografare i Babyshambles all'hiroshima il 22?" I Babyshambles sono una particolare band con Pete Doherty in veste di frontman (piu conosciuto in quanto fidanzato di Kate Moss ed ex leader dei Libertines)... Arrivo all'hiroshima.. Damir deve fare l'intervista e io avrei fatto alcuni scatti prima di fotografare il live... saliamo verso i camerini, una strana sensazione ti assale quando stai per conoscere qualcuno che hai visto solo sui giornali e di cui si narrano cose poco gradevoli (Pete avrebbe pisciato su un fotografo, spaccato attrezzatura, chitarre, tirato microfoni in mezzo al pubblico.. etc..Saliamo le scale, entriamo nei camerini... ci sono tutti i componenti trannè Pete, birre, alcolici, odore di fumo e accento britannico tra le pareti nere del camerino... resti di cibo.. e non c'è Pete....ad uno sguardo più attento noto che è sdraiato per terra a petto nudo con una giacca di pelle a mò di copertina... Viene svegliato con un calcio dal manager e lui, come un animale mite ma selvaggio si alza in piedi.. gi guarda e si presenta. L'imbarazzo non esiste già piu in quanto Pete ci offre dell'amaro e brindiamo... allora ti rendi conto che siamo tutte persone, tutti più o meno uguali (pisciate su fotografi droghe e ahimè Kate Moss a parte) e che mentre Damir li intervista.. sparano cazzate ridono bevono e si buttano sulle poltrone come in qualsiasi festa universitaria verso le 4 di mattina.. prima di andare a dormire

Flusso

Notte, è come una vita parallela vissuta tra il letto e il desiderio umano,un mondo pensato dalle lenzuola, intimamente, me con me.Il gusto splendido di un thè bevuto sul balcone alle tre di notte, mentre la tuamente gioca coi ricordi, come se stesse sfogliando vecchilibri senza un senso, col puro piacere che ci dà la curiosità, guardare le figuree lasciarsi trascinare.I ricordi, quelli di ieri e quelli di oggi. Penso che la mente sia troppo piccolaper dare un senso a tutto, per collegare le cose.. o forse è un bene che non accada perchè ognuno di noi possa vivere mille vite, mille periodi, e avere quindil'illusione che la vita non sia una esperienza stretta e breve.

sabato 11 ottobre 2008

FIERA DEL LIBRO

Il trolley è pieno e pesante, il rumore delle sue ruote sull'asfalto mi ricorda la partenza per una vacanza, i miei occhi verso l'alto sembrano cercare un'ispirazione. Arrivo all'ingresso sotto la scritta PRESS, c'è un gruppo di giornalisti eleganti, professionali, oltre l'ingresso vedo il movimento della gente all'interno... alcuni parlano al telefono gesticolando con le mani, altri hanno una valigetta e si guardano intorno, altri ancora corrono da una parte all'altra. il pubblico non arriverà prima di due ore. Entro e percorro l'interminabile corridoio del Lingotto, in mezzo alla confusione io sono tranquillo e assorto nei pensieri, penso a lei, ai suoi occhi scuri e ai capelli neri sulle spalle fini e delicate, penso che vorrei averla qui accanto a me in questo momento di felicità devastante.Essere dentro ad una struttura grande come il Lingotto che si prepara ad un'evento importante come questo è come essere nella pancia di una nave durante le ore che precedono la partenza per un lungo viaggio, tutto deve essere pronto; il carburante, la pressione dei motori, gli strumenti di controllo e l'equipaggio stesso. Entro nell'ufficio stampa, c'è la mia scrivania e le persone con cui lavorerò per cinque giorni interi, sono tranquillo senza ansia.. piaccio sempre alle persone quando voglio che accada. Un rumore "Ziiiiiiiip" e il trolley nero si apre, impugno la D2h, un respiro...... si comincia.

Caffè e un chewing gum al gusto di prosciutto..

6 tazzine da caffè, decorate con motivi floreali alcune, altre bianche con qualche scritta casuale, caffè, tanto perchè tanto è il lavoro da fare, mouse, tastiera, occhio meccanico frenetico.. penso a una cosa stupida.. perchè non brevettare un chewing gum al sapore di prosciutto? o alla pizzaiola? foto sguardi smorfie, brutture, bellezze, .....sono sempre di più le brutture delle bellezze...una ragazza bionda con una maglia a righe e un sorriso da fata... mi blocco un attimo e sento un desiderio... ci si può innamorare di una foto? o forse è sbagliato a priori innamorarsi della bellezza? è la bellezza per cui si vive.. almeno per cui io vivo... perchè una foto? mi chiedo.... perchè talvolta è meglio una immagine bella che una realtà desolante.. qualcuno diceva "meglio sognare d'arte che morire di realtà" quante volte ho desiderato di conoscere delle persone viste in fotografia.. quante di queste volte ho desiderato di veder sparire le persone e rimanere con una immagine in mente.. altre immagini in movimento.. scatti potenti e parlanti,...... la caffeina fa male, penso alle donne della mia vita.. quante sono state.. quante e quali hanno lasciato il segno? che senso ha nella durata di una vita un bacio solo? anche un momento inutile, se fotografato ha vissuto un momento di gloria, importante.. le cose fotografate sembrano piu importanti di quello che sono .. perche qualcuno le ha scelte come soggetto.. anche le cose brutte, se le hai fotografate è perchè ti hanno colpito.. con la loro bruttezza e quindi sono importanti... c'è un'aria estiva... stacco e vado a farmi un giro, magari il vento si porta via un po di immagini dalla mia testa....

Una riflessione

La vita, come soggetto, è forte oltre ogni ostacolo.. è il progetto che c'è dentro di noi, anche se ci crediamo fatti di caffè, ufficio, amici, sesso, buon vino, desideri e immortalità, questa forza naturale è capace di farti cambiare piani programmati da anni, sogni desideri e tutto il resto... un figlio? Qualche anno fa avrei riso impaurito e avrei chiuso l'argomento perche proprio non mi interessava.. Ieri ho avuto la notizia che per poco non sono diventato padre... e la cosa strana è che mi dispiace non esserlo diventato. Ora tutto si è risolto, la la vita ha avuto il suo corso naturale, anche quando questo è negativo, io l'ho saputo solo ora dopo tempo... è finita, forse bene forse male, chi può dirlo. Ciò che mi fa pensare è che la vita ha dei momenti unici, irripetibili e inimitabili come quelli di una fotografia, un click non sarà mai uguale ad un'altro perchè è un momento diverso... così è la vita, non sarà mai uguale ad un'altra sebbene capisco che siamo tutti figli dello stesso progetto.

Nuovo

Nuovo.. quanto mi piace questo termine.. nuova casa. una singola ampia bianca tutta da arredare di cinque metri per tre.. nuova ma usata, in uno stabile d'epoca nella pre collina di torino, reminescenze dell'inquilino di prima, un personaggio senza alcun gusto visti gli oggetti che aveva in casa.. molti dei quali hanno amoreggiato col bidone dell'immondizia all'angolo. Vaso finto cinese finto ming, oliera a forma di casetta di ceramica decorato con colori pastello, mobiletti in legno decorato in stile "della nonna", un gatto in finto oro di dieci centimetri, una bilancia finta come soprammobile, oggetti in finto oro, tutto in finto qualcos'altro..pessime le cose che vogliono imitare qualcos'altro.. come le persone, come i musicisti, le cose finte, tutto nel bidone. la camera ora è ben messa, un letto matrimoniale, scaffali, luce verde e luce bianca per le diverse esigenze, la mia attrezzatura foto, vestiti qua e la, il poster della mostra CHINA fottuto dagli espositori delle strade con la mia ex Marta (ricordo che eravamo in vespa, marta passeggera con 2 cartelloni 100 per 70 cm, che non riusciva a tenere e dovevamo procedere a 10 all'ora :) le mie macchine foto, le candele, l'aereo telecomandato, i libri, le immagini, il pc, le tende stile indiano (vere) e una boccia con un nuovo amico, GAETANO! ... non.. non è un pesce.. è una rana acquatica albina cucciolo è piccina ma crescerà :D (qualcuno di voi starà storgendo la bocca dal disgusto.. a queste persone chiederei di guardarsi allo specchio e chiedersi.. sono poi cosi tanto bello/a?) ora è la mia stanza... Il coinquilino? oltre Gaetano dall'altra parte della casa vive SIMONE (al popolo di myspace conosciuto come ARDNDR presente nella mia top friends) di lui non parlo per non compromettermi. :DSe qualcuno si trovasse a bere un bicchier di vino rosso alle Cantine Risso, faccia un fischio che abitiamo là a 50 metri.

Grigio e bianco

Piove, ancora, tanto.Ti alzi dal letto e prendi un disco, lo metti su"questa raccolta la facesti tu per me" mi dici, sorrido e ascolto, fuori piove come in un film dove non accade nulla,come in un quadro metafisico tra arcate e architetture bianche, tra spazi vuoti e corpistatici, come in cucina la mattina di domenica. Il silenzio e la luce, solo il rumore dei miei stessi movimenti, solo il colore delle mie emozioni. Grigio, sempre, da giorni..."quanto durerà questo tempo?", tu non mi rispondi e mi baci sulle labbra asciutte, il tuo corpo prezioso è coperto dal lenzuolo, goffamente arrotolato sui fianchi.Mi baci come se fossi la mia fidanzata, ti stacchi per un poco e mi guardi negli occhi profondamente; "facciamo l'amore mentre fuori il mondo è in lutto"

Workshop in siena

I due docenti sono davvero meravigiosi,due fotoreporter di guerra, Ed Kashi e Bruno Stevens,molto diversi nello stile ma entrambi dei grandi fotografi,hanno immortalatomomenti fondamentali della storia in modo forte, come un giornalistaracconta con parole, loro hanno scritto con la luce.Ed Kashi è pacato e rilassato, Bruno è iperattivo curioso ed entusiastacome un ragazzino, non sembra proprio che abbia 50 anni.Fare immagini forti, belle, sensazionali è un lavoro difficile, specialmentenel reportage, ma sono qui per imparare e non parto certo da zero.Il workshop si svolge nella Siena piena di turisti di un fine settimanaqualsiasi di giugno, a noi il compito di raccontare e di vedere, senza un temaben preciso. ci sono momenti di luce, momenti belli, altri banalialtri a colori e ancora altri in bianconero.La fotografia perfetta di questo weekend è una foto che non ho fatto,e l'ho incontrata in un momento in cui non avevo la camera con me, nel bagno del campeggio di Sovicille.Ho incontrato un signore, sembrava tedesco, mentre mi lavo le mani gli chiedose venisse dalla germania, è iniziata dal nulla una discussione in inglese,siamo partiti dal suo reale paese, l'Olanda, per poi parlare della vita in generale,fino a toccare la religione. Lui è molto credente e mi spiegava in uninglese appuntito e spigoloso come il figlio di Dio, Gesu cristo,tornerà sulla terra per placare il male insito negli uomini.Mentre parlava muoveva le mani in modo lento e preciso tenendole una oppostaall'altra, gesticolando in modo geometrico e lento.La luce che veniva dall'alto da un normalissimo neon gli dava un aspettoun poco surreale, il rubinetto alla sua sinistra era per poco apertoe faceva colare l'acqua creando un rumore di sottofondo mentre tutto tacevanella notte. Lo specchio alle sue spalle mostrava me, il mio viso e lui di spalle conle mani speculari a quelle reali.Le idee sono molto piu chiare di quando sono partito e la visione di me, del mio lavoro e della mia città sono diverse... Si riparte da qui.

Colore

Ho tra le mani la mia nuova fotocamera, ho speso una fortuna ed ora è il caso di provarla, ho un servizio tra un paio di giorni ma è necessario che la conosca già bene per evitare spiacevoli sorprese. Carico lo zaino in spalla e vado a Porta Palazzo, al mercato centrale di Torino per fare un test. Fotografare le persone significa rendersi invisibile o quantomeno una presenza gradita, in particolare in un luogo controverso come il mercato. La macchina foto si comporta benissimo, veloce, precisa, ottima nella resa colore. Professionale a tutti gli effetti. Alcuni mi vedono e si chiedono cosa stia facendo, basta un sorriso a volte, quel sorriso che è difficile esternare con uno sconosciuto, per averne un'altro come risposta. Ascolto le persone, di cosa parlano, guardo i colori, i volti bellissimi dei commercianti, e vedo quella vita vera che manda avanti il mondo.Le voci, l'arte del vendere, il contrattare, qualcuno canta. Un uomo dell'est siede bevendo una birra, prima è tranquillo, poi vede la macchina fotografica, è allerta come un animale che percepisce una presenza estranea nel suo territorio, abbasso l'obiettivo.. non avrei fatto una bella foto di lui ma solo una immagine di lui turbato dalla mia invasione. La vita, il suo vero colore, forte è ciò che ha attratto da sempre gli artisti sensibili, quanti pittori, poeti si sono confusi tra puttane e mercati, tra taverne, porti di mare per sentire questa sensazione. Quella stessa vita che non impari nelle lezioni fashion di un istituto a pagamento, vivendo inconsistentemente da mantenuto, facendo progetti morti il giorno dopo e sentendoti un vero figo della nightlife della tua città. Gli animali, noi, si scrutano, si allarmano e si tranquillizzano quando percepiscono che non c'è pericolo. Un sorriso basta, spesso.

Profumo

Oggi ho incontrato il tuo profumo, lo portava una signora come tante in coda alla cassa del supermercato. Per un momento ho chiuso gli occhi e ho lasciato che questa potente evocazione mi inebriasse, mi riempisse. Un profumo è come un' identità, era il tuo e lei lo portava illegalmente. Il profumo sul tuo collo, sul tesoro della tua pelle bella che ho baciato a lungo. L'essere speciale, l'alchimia, le sinapsi, l'inspiegabile piacere della carne, la mente tutta messa in disordine da un odore stupendo. Arrivato alla cassa la magia svanisce, la cassiera ha un volto annoiato e la signora col tuo profumo senza sapere nulla se ne va. Sedici euro e quaranta circa per quattro cose. Si, una busta, grazie, Arrivederci.

Diana

Poche ore fa, in un centro commerciale qualsiasi, mangiavo una pizza margherita, sembra stupido ma ho pensato a te. Ho pensato che non proverai mai più il piacere di un cibo gustoso sul palato, neppure tanti altri piccoli piaceri che compongono la giornata, dormire fino a tardi la mattina, stare a mollo nella vasca con l'acqua calda, una caramella, un abbraccio, il sole, svegliarti da un incubo e realizzare che non è vero, il tessuto sulla pelle, l'odore di una persona, il caffè, l'amore della tua famiglia. Apri gli occhi e ti svegli in una realtà... ora tu stai dormendo. Se ti svegliassi ti prego di leggere tutto quello che sto scrivendo e di prendermi in giro, e di riderne insieme come abbiamo fatto tante volte di cose patetiche o ridicole, di dirmi che sono un pessimista e di abbracciarmi perche possa sentirti viva. Se questo non dovesse accadere attendo solamente.. con la freddezza alienante in cui la morte ci conduce quando incrocia la nostra vita. Ieri ho avuto la notizia in una birreria. eravamo lì Io Simone, Francesca, Andrea. In alcuni momenti c'era il vuoto... io avevo l'esigenza di riempirlo in qualche modo ma non puoi sfuggire all'angoscia quando sei solo.. Oggi, in un centro commerciale qualsiasi ho realizzato tutto e nonostante fossi circondato da persone.. ero nel vuoto più insopportabile. Mi manchi.

Ciao

Ciao.... Ciao....
Tante persone nel mezzo di un rituale stupendo, immerse nel colore, nella voglia di non dormire, nel desiderio di scavare per cercare un fondo che forse non esiste neppure. La notte, celebrazione dell'intimo e del carnevalesco, dell'enegia avanzata dal giorno, dei sensi ampliati e pronti a ricevere nuova bellezza. Il cinismo e la freddezza sono i figli prediletti della disillusione, spessa come uno scudo di piombo sul cuore per l'umanità tutta. Non mi conosci, mi hai conosciuto.Ciao............. Ciao.......... Due parole che ne nascondono mille altre, le luci a intermittenza della pista mi distraggono da questa conversazione invisibile. Se incrociassi nuovamente il tuo sguardo ti direi con questo irrimediabilmente ciò che sento. Ciao. Possedere la realtà è una utopia irrealizzabile, mutabile per natura sfugge pian piano dal mio controllo come il ricordo di un sogno una volta sveglio.Il rituale stupendo prosegue con esplosioni continue di freschezza, musica, urla, alcolici, vita devastanteNon puoi avermi, non posso averti in questa situazione e piuttosto che qualcosa di stupido preferisco l'assenza.Ciao!...... Ciao!