sabato 11 ottobre 2008

Colore

Ho tra le mani la mia nuova fotocamera, ho speso una fortuna ed ora è il caso di provarla, ho un servizio tra un paio di giorni ma è necessario che la conosca già bene per evitare spiacevoli sorprese. Carico lo zaino in spalla e vado a Porta Palazzo, al mercato centrale di Torino per fare un test. Fotografare le persone significa rendersi invisibile o quantomeno una presenza gradita, in particolare in un luogo controverso come il mercato. La macchina foto si comporta benissimo, veloce, precisa, ottima nella resa colore. Professionale a tutti gli effetti. Alcuni mi vedono e si chiedono cosa stia facendo, basta un sorriso a volte, quel sorriso che è difficile esternare con uno sconosciuto, per averne un'altro come risposta. Ascolto le persone, di cosa parlano, guardo i colori, i volti bellissimi dei commercianti, e vedo quella vita vera che manda avanti il mondo.Le voci, l'arte del vendere, il contrattare, qualcuno canta. Un uomo dell'est siede bevendo una birra, prima è tranquillo, poi vede la macchina fotografica, è allerta come un animale che percepisce una presenza estranea nel suo territorio, abbasso l'obiettivo.. non avrei fatto una bella foto di lui ma solo una immagine di lui turbato dalla mia invasione. La vita, il suo vero colore, forte è ciò che ha attratto da sempre gli artisti sensibili, quanti pittori, poeti si sono confusi tra puttane e mercati, tra taverne, porti di mare per sentire questa sensazione. Quella stessa vita che non impari nelle lezioni fashion di un istituto a pagamento, vivendo inconsistentemente da mantenuto, facendo progetti morti il giorno dopo e sentendoti un vero figo della nightlife della tua città. Gli animali, noi, si scrutano, si allarmano e si tranquillizzano quando percepiscono che non c'è pericolo. Un sorriso basta, spesso.

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